Piazza Vittorio Emanuele III 4, 14048 Montegrosso d'Asti. Piemonte

Paesaggi Vitivinicoli Langhe-Roero Monferrato

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Un break per rilassarsi in Langhe Monferrato Roero, tra meravigliosi paesaggi vitati patrimonio dell’umanità, grandi vini e prodotti tipici.

Le colline di Langhe, Roero e Monferrato con i loro dolci paesaggi modellati dall’azione combinata della natura e dell’uomo, sono entrati a far parte del patrimonio mondiale dell’Unesco.

Cuore autentico del Piemonte e culla della filosofia Slow Food, nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato si coltivano vitigni del Nebbiolo, del Barbera, del Barolo e dell’Arneis, dai quali nascono vini dal profumo e dal sapore inconfondibile, apprezzati in tutto il mondo, che possono essere degustati sul territorio nelle enoteche regionali e nelle cantine.

Queste terre sono conosciute anche per le tipiche squisitezze gastronomiche: il prodotto re è senza dubbio il tartufo bianco d’Alba, al quale è dedicata la Fiera Internazionale. Le Strade dei Formaggi ci guidano invece tra le numerose varietà di formaggi, tra cui spiccano Castelmagno, Raschera, Gorgonzola, Taleggio, Toma Piemontese, Robiola di Roccaverano, certificati DOP (Denominazione di Origine Protetta). E poi le nocciole, i dolci, il miele, sapori che appagano il palato ed il cuore!

Cibi e vini nobili si inseriscono in un panorama mozzafiato, in cui si alternano la varietà e la bellezza delle cittadine, dei villaggi e dei borghi che si insediano nelle pianure e sulla sommità delle colline; innumerevoli i castelli, le rocche e le chiese romaniche che trasformano il territorio in un luogo incantato e affascinante, ideale per un soggiorno all’insegna del benessere e della buona tavola.

Montegrosso d'asti(Cenni Storici)

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Il toponimo, dal chiaro significato di “Monte” e “grosso”, ha le sue prime attestazioni in documenti della metà del XII secolo con MONSGROSSUS e MONTISGROSSIJ.

Fece parte dell'antico contado di Loreto, che si estendeva da Rocca d'Arazzo al Marchesato di Saluzzo, fino al 1149, quando Ottone Boverio cedette parte dei suoi diritti feudali al comune di Asti.

Fu occupata dai marchesi d'Incisa, in seguito nel XIV secolo i guelfi e ghibellini si combatterono nel suo territorio e, intorno alla metà dello stesso secolo, Balduccio, vescovo di Asti la concesse in feudo al marchese di Ceva.

Un ramo della famiglia astigiana dei Roero fu il primo feudatario, ma nel 1693 una parte del feudo passò a Filippo Giacinto Gonteri marchese di Cavaglià, e l'altra pervenne a Niccolò Coardi, conte di Quarto.

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